Fermarsi per capire: la crescita richiede pause.

L'argomento di oggi prende spunto dal lungo periodo di pausa, che mi son presa dalla pubblicazione degli articoli qui sul mio blog. 
Concedersi del tempo per fermarsi, pensare come procede e organizzare il proprio tempo, è importante: siamo umani, non siamo macchine. 
In un periodo storico che ci vorrebbe mettere in competizione con l'IA (in perenne aggiornamento), pare quasi che non  ci si possa fermare. 
Oggi sembra che rallentare, allentare i ritmi o fermarsi per fare chiarezza e recuperare energie sia un lusso o un'eresia. Per me è essere umani!
Io non mi sono fermata: il mio lavoro in studio è proseguito (sono anche arrivate nuovi pazienti), ho proseguito progetti e collaborazioni del 2025 (i webinar per i soci APeD), sto valutando nuove idee e nuovi progetti; non sono stata ferma del tutto, semplicemente mi sono resa conto che in questo inizio anni non avevo energie per tutto. 
Anche la natura ci ricorda che durante l'inverno si mette a maggese, si va in 
letargo, si sente letargia e col freddo si sente la necessità di "stare al riparo", un riparo naturale, non un riparo da una minaccia. 
Ho voluto condividere questa esperienza personale, raccontando il motivo della mia assenza, per sottolineare come le pause, i momenti di fermo e di "sentirsi sospesi" sono normali nell'arco dell'anno e della propria vita e sono normalissimi anche all'interno di un percorso di crescita personale ed emotiva. 

Iniziare un percorso di crescita personale non vuol dire iniziare un corso di addestramento, nel quale si deve fare, fare, fare e ancora fare per ottenere risultati: non funziona così. 
Spesso si impara a stare, a saper stare fermi nelle situazioni, nelle emozioni, non per subirle, ma per comprenderle, per osservarle senza giudicarle frettolosamente, ma capendo cosa si vuole provare e cosa no. Ed è solo rallentando o stando fermi, che si può comprendere davvero questo. 

Il miglior modo per non sentirsi minacciati dalla pressione sociale e dall'IA  è tornare a riconoscere e connettersi con la propria natura umana, l'unica che ci ricorda che abbiamo dei tempi naturali, che sono fisiologici, normali e importanti.

Se ti senti in conflitto tra il dover fare e il volerti fermare ( o rallentare), puoi contattarmi: insieme troveremo la chiave di svolta.
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