Oltre l'apparenza: farcela non significa stare bene.
Ci sono giorni in cui la lista delle cose da fare si svuota con una precisione incredibile: sveglia presto, allenamento, e-mail gestite, riunioni portate a termine, spesa fatta, cena pronta. Vista da fuori, è il ritratto perfetto dell’efficienza, una vita ordinata, sotto controllo, che ci farebbe dire: "di successo". Poi cala la sera e rimane una sensazione strana: un vuoto profondo, un senso di spossatezza che non si allevia nemmeno dormendo otto ore, o un’ansia strisciante che non riusciamo ad associare a un motivo preciso. Il 10 ottobre si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute Mentale, e spesso tendiamo a pensare al malessere psicologico come a qualcosa di visibile, paralizzante, manifestarsi con lacrime o l'impossibilità di alzarsi dal letto. Ma esiste una forma di sofferenza molto più silenziosa e diffusa: quella di chi "ce la fa" comunque. Conosci Il mito dell'alto funzionamento (High-functioning)? Viviamo in una società che premia la perf...