Emozioni e Invecchiamento: cosa dice la scienza?
Spesso pensiamo che invecchiare bene sia solo una questione di buona genetica e, magari, una buona crema antirughe, ed è vero, ma la scienza moderna sta scoprendo come anche la nostra mente rivesta un ruolo importante nella comparsa delle rughe. Le ricerche scientifiche (molte delle quali fanno riferimento agli studi della Luther College dell'Iowa e dell'Università della California) studiano come i pesi invisibili, che molti di noi scelgono di portare sulle proprie spalle, siano gli acceleratori dell'invecchiamento.
Col passare del tempo iniziamo ad accumulare delusioni, ingiustizie, rancori verso chi non ci ha capiti o ci ha ferito. E questo peso emotivo danneggia il nostro corpo, in quanto la scienza ha fatto una scoperta interessante: se chiudiamo gli occhi e ripensiamo con rabbia e rancore a un torto subito 5 anni fa, il corpo reagisce a questo stimolo. Il battito cardiaco accelera, i muscoli si contraggono, il cervello rilascia un messaggio di allarme, che inonda le cellule di cortisolo (l'ormone dello stress). Tutto questo dimostra che la nostra biologia e la nostra mente non conoscono lo scorrere del tempo, per loro quell'evento sta accadendo ora; pertanto se viviamo costantemente aggrappati al passato, le nostre cellule smettono di rigenerarsi per prepararsi a un conflitto, che in realtà è terminato 5 anni fa!
Ora potremmo chiederci: per quale motivo non mettiamo da parte rancore e rabbia e lasciamo andare gli eventi passati?
Il motivo, spesso, risiede nel fatto che pensiamo che portare e ricordare il conto dei danni subiti sia l'unico modo per dimostrare al mondo che meritavamo di più. Trasformiamo la sofferenza in qualcosa di così tanto personale, che arriva a sfiorare la nostra identità.
Lasciar andare non vuol dire giustificare chi ci ha fatto del male e minimizzare il nostro dolore.
Lo strumento che ci permette di lasciar andare i pesi del passato è il perdono e, anche qui, bisogna fare delle precisazioni importanti.
Perdonare non è un atto di bontà gratuita verso chi ci ha ferito, la scienza ha dimostrato come sia un vero meccanismo di difesa biologica: come un interruttore biologico, il perdono neutralizza il carico allostatico ( il prezzo che il corpo paga per essere costretto a reagire ai ricordi del passato) e lo fa stimolando la produzione di serotonina, dopamina e ossitocina, conosciuti come gli ormoni della felicità.
Il perdono non è riconciliazione, è un atto intimo e privato, che possiamo attuare anche senza doverlo comunicare al mondo esterno e, dettaglio fondamentale, perdonare non vuol dire tornare amici di chi ci ha ferito.
Perdonare è importante per la nostra biologia, per ripulire le cellule dal cortisolo attivato dal rancore, sostituendolo con serotonina, dopamina e ossitocina.
Le persone che dimostrano bene o meno l'età che hanno, oltre ad avere una buona genetica, sono persone che hanno scelto di lasciar fluire nel passato i pesi del cuore.
IMPORTATE:
Il perdono non è un atto automatico che dobbiamo aspettare che arrivi da solo!
E' una scelta voluta e consapevole che si ottiene in diversi modi.
Se il torto subito è legato a situazioni che richiedono un percorso strutturato, la psicoterapia può essere un valido aiuto.
Se il torto subito è percepito come un "fastidio" o vuoi allenarti ad abituare il tuo cervello al lasciar andare, percorsi di crescita personale e Mindfulness Compassion sono di valido supporto.
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