Fermarti e riposare ti fa sentire in colpa? questo post è per te.



Incapacità di fermarsi e sensi di colpa in vista delle ferie sono due stati d'animo in costante aumento negli ultimi tempi.
Ci sono due grandi tabù in tema di ferie: il primo è il senso di colpa che assale chi finalmente si ferma; il secondo è la scelta- spesso mascherata- di non andare in ferie, anche quando ci sarebbero tutte le possibilità economiche e pratiche per farlo. 
Entrambi i fenomeni nascono dalla stessa radice: la cultura dell'iper-produttività, che ha interiorizzato il riposo non come un merito e diritto, ma come una debolezza o perdita di tempo.

Per chi soffre di iper-produttività stendersi su una sdraio non è rilassante, al contrario è stancante: mentre il corpo è fermo, la mente fa partire un monologo interiore spietato. 
Alcuni pensieri che caratterizzano questi momenti sono: "Dovrei portarmi avanti con quel progetto", "Potevo portare con me il pc", "Ora sono qui a non far niente e come torno dovrò fare il triplo del lavoro".

In psicologia questo fenomeno si lega al concetto di valore personale associato al rendimento: se fin da piccoli abbiamo imparato che valiamo solo quando produciamo, risolviamo o facciamo, il momento del riposo viene percepito dal cervello come una minaccia alla nostra identità e sicurezza. 

Un aiuto per giungere ad una nuova consapevolezza su noi stessi e l'importanza del riposo per la salute arriva dalla Mindfulness: la Mindfulness ci invita alla Self- Compassion ( auto-compassione), quando affiora il senso di colpa, l'obiettivo non è scacciarlo con la forza o reprimerlo, ma osservarlo con gentilezza.  
Riconoscere il pensiero per come si presenta, senza giudicarlo, aiuta il dialogo interiore proattivo: una nuova forma di pensiero rivolta a se stressi in cui all'importanza del fare si affianca l'importanza dell'essere, del come mi sento, in cui la verità biologica ci ricorda che il riposo è un aspetto naturale della vita (anche la terra ha bisogno del maggese per tornare a produrre frutti).

E poi ci sono le persone che rinunciano ad andare in ferie, accumulano giorni di ferie e permessi di cui non usufruiscono mai: per queste persone il lavoro e la quotidianità potrebbero funzionare come una struttura contenitiva, che restituisce senso e interezza.
 Rimanere a lavoro potrebbe essere una strategia di evitamento.
Anche in questo caso la Mindfulness ci insegna che esiste un'altra modalità, spesso dimenticata: la modalità dell'essere (Being Mode), che riconosce il nostro valore in ogni momento della vita, anche quando riposiamo. Praticare la Mindfulness fa emergere la consapevolezza che sei una persona speciale e degna di amore anche quando riposi e ti dedichi ad attività ricreative.

Piccolo Promemoria per questa Estate: 
Il riposo non è una ricompensa che devi guadagnarti, ma uno spazio sacro in cui puoi permetterti semplicemente di esistere e sentirti vivo. 

Se ti riconosci in una di queste descrizioni e vuoi approfondire 

Contattami tel: +39 3334940512



Disclaimer: 
Le informazioni riportate in questa pagina e in questo blog hanno carattere puramente divulgativo e informativo, non hanno fini diagnostici e non sostituiscono una consulenza psicologica, un percorso di psicoterapia o qualsiasi altro consulto medico. Per avere una diagnosi personalizzata consultare un medico specialista. Se stai vivendo un periodo difficile, rivolgiti a uno specialista.


 

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