Diciamo troppi "Sì": la trappola del pilota automatico e come liberarsene
Imparare a dire di no non è un atto egoistico, ma la forma più alta di rispetto verso noi stessi.
Molti dei nostri "Sì" nascono dal pilota automatico: rispondiamo di impulso alle richieste degli altri, mossi dal timore di delude, dal bisogno di approvazione o, semplicemente, dalla frenesia del momento. E tutto ciò è profondamente umano.
Quando diciamo "sì" a qualcosa senza riflettere, stiamo inconsciamente dicendo "no" al nostro tempo, alla nostra energia e alla nostra pace interiore. Inoltre non teniamo conto del fatto che un "sì" forzato genera risentimento, accumula stress e ci allontana dal momento presente.
Portare Consapevolezza al momento della scelta.
Un aiuto arriva dalla Mindfulness, che ci aiuta a coltivare uno spazio di risposta tra lo stimolo (la richiesta che ti viene fatta) e la risposta (ciò che scegli di fare).
In breve, quando ti viene chiesto qualcosa:
- fai una pausa, in questo modo spezzi la reazione automatica;
- ascolta il tuo corpo, senti le tue sensazioni fisiche, il tuo corpo sa prima della mente se un impegno è sostenibile
- domandati: "Sto dicendo sì per reale disponibilità o per paura di dire no?"
Dire di no con consapevolezza non significa respingere l'altro, ma proteggere il proprio spazio. E' riconoscere i propri limiti e scegliere di essere presente dove conta davvero, senza sensi di colpa o giudizio su se stessi.
Inoltre, un "sì" pronunciato con intenzione e volontà autentica ha un valore inestimabile e, stai sicuro, anche il tuo interlocutore se ne accorgerà, mentre un "sì" detto per abitudine svuota sia chi lo pronuncia sia la relazione con l'altro.
La prossima volta che ti trovi di fronte a una richiesta, ripensa a quello che hai letto oggi, ascolta dove senti difficoltà e quali pensieri arrivano nella tua mente.
E per qualsiasi chiarimento, io sono qui.
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Disclaimer: questo articolo ha valore divulgativo e informativo e non sostituisce una consulenza psicologica o qualsiasi aiuto medico.

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