Non è colpa del gelato: quello che lo stress ci fa mangiare senza che ce ne accorgiamo.

Torna l'estate e con lei il solito tormentone: "Gelato sì, gelato no?"
C'è un momento in cui il gelato - o il pane, o la pizza, il cioccolato...- diventa il colpevole perfetto. 
E' più facile puntare il dito contro un gusto alla nocciola piuttosto che contro la stanchezza che ci portiamo addosso da giorni. 

La verità è che il cibo non ha mai avuto il potere di farci male da solo (intolleranze o allergie escluse!).
Siamo noi che, quando siamo sotto pressione, gli chiediamo un compito che non gli spetta: calmarci, distrarci, tenerci insieme.

Lo stress ha una capacità silenziosa: quella di entrare nei nostri gesti quotidiani senza chiedere il permesso. 
Uno dei primi luoghi in cui si manifesta è la pancia: sentiamo fame, ma, se è lo stress a comandare, spesso il corpo non ha bisogno di nutrimento. E tu non te ne accorgi.

Apri il frigo "solo per un attimo", scegliendo sempre le stesse cose: il dolce per addolcire, il salato per scaricare, il croccante per sfogare.

Sai perchè fai questo?

Perchè, quando mangiamo per stress, non stiamo cercando un sapore, stiamo cercando una TREGUA!
quel cibo diventa un attimo di sospensione, in cui tutto il peso che ti circonda svanisce. 

UNA COSA IMPORTANTE:

il cibo che scegli nei momenti difficili non è un errore, è un indicatore.
E' un indicatore di stanchezza, del bisogno di rallentare, di ascoltarsi: in questi casi non hai bisogni di zucchero, hai bisogno di attenzioni. 
Quando iniziamo a riconoscere questi segnali, il cibo torna a essere ciò che è sempre stato: una fonte di nutrimento fisico. 

Non dobbiamo smettere di mangiare gelato!
Dobbiamo smettere di affidargli la responsabilità di salvarci.

La vita a volte pesa più del previsto e il corpo fa quello che può per non farci crollare, portandoci verso ciò che ci consola, verso un sapore che per un attimo ci fa sentire meno la fatica e il punto non è smettere di cercare quel sapore, ma accorgerci di noi mentre lo facciamo. 

Ora ti starai chiedendo come si fa a fare tutto questo?

Dopo aver detto tante volte "adesso basta!...vabèh dai, un altro pezzettino"
ho capito che tipo di dialogo interno e allenamento è necessario fare e nella Mindfulness e Mindfulness Eating ho trovato tante risposte e soluzioni, che mi permettono di gustarmi un gelato senza sensi di colpa o mangiare la pasta anche due giorni consecutivi senza rimproverarmi. 
Quando iniziamo ad ascoltarci il cibo torna alla sua normalità.

Ho ideato un percorso di 8 incontri in cui puoi dialogare col cibo in modo naturale e spontaneo,
se vuoi saperne di più contattami.


CHIAMA: 


tel: +39 3334940512




 

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