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Fermarti e riposare ti fa sentire in colpa? questo post è per te.

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I ncapacità di fermarsi e sensi di colpa in vista delle ferie sono due stati d'animo in costante aumento negli ultimi tempi. Ci sono due grandi tabù in tema di ferie: il primo è il senso di colpa che assale chi finalmente si ferma; il secondo è la scelta- spesso mascherata- di non andare in ferie, anche quando ci sarebbero tutte le possibilità economiche e pratiche per farlo.  Entrambi i fenomeni nascono dalla stessa radice: la cultura dell'iper-produttività, che ha interiorizzato il riposo non come un merito e diritto, ma come una debolezza o perdita di tempo. Per chi soffre di iper-produttività stendersi su una sdraio non è rilassante, al contrario è stancante: mentre il corpo è fermo, la mente fa partire un monologo interiore spietato.  Alcuni pensieri che caratterizzano questi momenti sono: "Dovrei portarmi avanti con quel progetto", "Potevo portare con me il pc", "Ora sono qui a non far niente e come torno dovrò fare il triplo del lavoro". In ...

Liberarsi dal dovere di essere per forza felici in estate: suggerimenti Mindfulness per un'estate imperfetta.

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Ammettiamolo: non appena arriva la bella stagione, scatta una strana pressione sociale: l'estate deve essere perfetta! Dobbiamo fare l'aperitivo perfetto, la vacanza perfetta e indimenticabile, collezionare tramonti instagrammabili e avere sempre il sorriso stampato in faccia. In psicologia questo concetto viene chiamato Defered Happiness Fallacy, la fallacia della felicità rimandata, a cui si unisce il Paradosso della felicità, ossia più insegui la felicità come obiettivo e meno la provi.  Forse sarà successo anche a te di pensare sarò felice quando ...  In questo caso il problema è caricare l'estate di aspettative talmente gigantesche, che alla fine l'ansia da prestazione finisce per schiacciarti e tutto sembra deludente. E se ci sentiamo stanchi, malinconici o semplicemente annoiati, iniziamo a sentirci in colpa, come se stessimo "sprecando il sole". In realtà la vera felicità non è un evento eccezionale da programmare, creare o rincorrere e non serve una...

Questa frase mi ha dato fastidio e mi ha lasciato una gran voglia di replicare!

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Qualche giorno fa mi è capitata una cosa insolita: una frase che mi hanno rivolto, mi ha profondamente urtata.  Premessa: il fastidio è durato meno di un minuto, il tempo di ricontestualizzare la persona e la situazione generale e il mio stato interiore è tornato sereno. Ed è con questa serenità che oggi condivido le mie riflessioni, perchè credo che sia un aspetto della vita e una consuetudine su cui è bene riflettere. Questa frase mi ha dato un enorme senso di fastidio: "Ah, se te lo puoi permettere, fai bene!" Mi è stata detta l'altro giorno, parlando di vacanze, solo perchè quest'anno farò 3 o 4 giorni di ferie in più rispetto al mio interlocutore (che non è un paziente nè un collega). Una frase buttata lì, da una persona che conosco appena e che, in teoria, poco sa della mia vita e delle mie priorità.  Il punto è che, considerando i tempi che stiamo vivendo, non sappiamo "chi può permettersi cosa" a cuor leggero: dietro a quei tre giorni in più non c...

Il sole sulla pelle e la voglia di trasgredire: Evasione o Bisogno di Presenza?

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L'estate porta con sè una promessa silenziosa: la possibilità di evadere dalla routine quotidiana e rompere gli schemi ripetitivi messi in atto tutto l'anno. Vestiti più leggeri e giornate più lunghe possono risvegliare quel brivido di libertà, trasgressione, che ci suggerisce di seguire l'istinto e vivere davvero. Ma siamo sicuri che questo rappresenti veramente il "vivere davvero"? Da un punto di vista Mindfulness, la voglia di evadere o di cedere ad un impulso trasgressivo raramente riguarda solo l'attrazione verso un'altra persona o una nuova avventura, spesso comunica i bisogni di una mente satura. Durante l'anno accumuliamo doveri, ruoli, maschere e quando arriva l'estate la mente, abituata a correre, cerca una vita d'uscita e di gratificazione rapida. Ecco che l'impulso diventa l'illusione di una scorciatoia verso la felicità e la leggerezza. Cosa fare quando il desiderio si accende e i sensi di colpa premono sul freno a mano? La...

Il peso delle aspettative: cibo e ansia da prestazione fisica.

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Ti sei mai ritrovato a guardare l'orologio mentre ti alleni? Ti alleni con l'ossessione delle calorie o pianifichi i pasti al grammo  per poi cedere dopo una giornata pesante? Quando la cura del corpo diventa un dovere e si incrocia con lo stress quotidiano, il cibo si trasforma nel nostro primo rifugio. l'ansia di dover apparire in un certo modo attiva il cortisolo (l'ormone dello stress) che invia un messaggio chiaro al cervello: cerca comfort nei carboidrati e nello zucchero. Tu lo mangi e poi subentra il senso di colpa. La Mindfulness Eating insegna a riconoscere la fame emotiva, smettere di dividere i cibi in buoni e cattivi, ad ascoltare il corpo non l'orologio o il conto delle calorie. Domande come: "Ho fame nello stomaco o sto cercando di mandare giù l'ansia/la rabbia/la frustrazione?", aiuta a riconoscere l'emozione dietro la fame e togliere potere al pilota automatico. "Un cioccolatino manderà all'aria il mio esercizio fisico?...

Non è colpa del gelato: quello che lo stress ci fa mangiare senza che ce ne accorgiamo.

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Torna l'estate e con lei il solito tormentone: "Gelato sì, gelato no?" C'è un momento in cui il gelato - o il pane, o la pizza, il cioccolato...- diventa il colpevole perfetto.  E' più facile puntare il dito contro un gusto alla nocciola piuttosto che contro la stanchezza che ci portiamo addosso da giorni.  La verità è che il cibo non ha mai avuto il potere di farci male da solo (intolleranze o allergie escluse!). Siamo noi che, quando siamo sotto pressione, gli chiediamo un compito che non gli spetta: calmarci, distrarci, tenerci insieme. Lo stress ha una capacità silenziosa: quella di entrare nei nostri gesti quotidiani senza chiedere il permesso.  Uno dei primi luoghi in cui si manifesta è la pancia: sentiamo fame, ma, se è lo stress a comandare, spesso il corpo non ha bisogno di nutrimento. E tu non te ne accorgi. Apri il frigo "solo per un attimo", scegliendo sempre le stesse cose: il dolce per addolcire, il salato per scaricare, il croccante per sf...

Il dopo che nessuno racconta

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  Parlare di ciò che accade dopo un aborto spontaneo è ancora difficile. Si pensa subito alla “prossima volta”, alla gravidanza arcobaleno come soluzione naturale. Ma la realtà è più complessa, più umana, più varia. Dopo una perdita si attraversano fasi diverse: il bisogno di riprendersi ciò che si è perso, la paura di riprovarci, la possibilità di considerare altre strade. Ogni fase è legittima. Ogni fase merita spazio. E c’è un punto che va detto con chiarezza: una donna è completa anche senza figli. Non siamo definite dai ruoli sociali che ricopriamo, né dalla nostra storia riproduttiva. Siamo molto di più. Raccontare questa pluralità non toglie valore alla maternità. La libera. Se questo tema ti parla, puoi chiedermi un approfondimento su gravidanza arcobaleno , lutto perinatale o percorsi alternativi alla genitorialità .  CHIAMA ORA

Nervo Vago e Mindfulness: La Scienza della Calma a portata di respiro.

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Nel caos della vita quotidiana, ti sei mai chiesto o chiesta come faccia il nostro corpo a passare da uno stato di massima allerta a uno di profonda quiete? (Ti sei dimenticato come ci si sente in uno stato di profonda quiete?) La risposta risiede in gran parte in una super- strada biologica: il nervo vago. E la buona notizia è che abbiamo un telecomando naturale per attivarlo: la Mindfulness. IL DIRETTORE D'ORCHESTRA DEL RILASSAMENTO: il nervo vago è il componente principale del nostro sistema nervoso parasimpatico, quello deputato al riposo, alla digestione e alla rigenerazione.  Parte dal tronco encefalico e si dirama verso il basso, toccando cuore, stomaco, polmoni e organi addominali. Quando il nervo vago è attivo e ha un ottimo tono vagale, invia un segnale chiaro al corpo:  SEI AL SICURO. Il battito cardiaco rallenta, la pressione sanguigna si stabilizza e l'infiammazione diminuisce. COME LA MINDFULNESS ACCENDE IL NERVO VAGO? La Mindfulness, che non è una pratica astrat...

"Stronger Together": settimana europea del benessere mentale

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La settimana europea della salute mentale vuole sottolineare che il benessere psicologico non dovrebbe essere solo un fatto privato, ma una responsabilità collettiva. La salute mentale non riguarda solo quello che succede dentro di noi, ma anche cosa succede tra di noi ed è questo "tra di noi" che spesso segna la linea di confine tra restare e crollare: una parola che scegliamo, un'opinione che rispettiamo, un confine che non oltrepassiamo può fare una grande differenza. Non sempre servono grandi iniziative, spesso sono importanti le piccole scelte quotidiane. "Stronger Together: Prioritise Mental Health in a Changing Europe": intende portare il benessere psicologico sul piano sociale, ricordando che la salute è anche resilienza sociale. Dalle Istituzioni ai singoli cittadini, ognuno dovrebbe sentire e accogliere la chiamata. E non per essere perfetti o apparire altruisti, ma per co-costruire una rete autentica, in cui ciascuno di noi si può riconoscere ed esser...

Emozioni e Invecchiamento: cosa dice la scienza?

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Spesso pensiamo che invecchiare bene sia solo una questione di buona genetica e, magari, una buona crema antirughe, ed è vero, ma la scienza moderna sta scoprendo come anche la nostra mente rivesta un ruolo importante nella comparsa delle rughe.  Le ricerche scientifiche (molte delle quali fanno riferimento agli studi della Luther College dell'Iowa e dell'Università della California) studiano come i pesi invisibili, che molti di noi scelgono di portare sulle proprie spalle, siano gli acceleratori dell'invecchiamento.  Col passare del tempo iniziamo ad accumulare delusioni, ingiustizie, rancori verso chi non ci ha capiti o ci ha ferito. E questo peso emotivo danneggia il nostro corpo, in quanto la scienza ha fatto una scoperta interessante: se chiudiamo gli occhi e ripensiamo con rabbia e rancore a un torto subito 5 anni fa, il corpo reagisce a questo stimolo. Il battito cardiaco accelera,  i muscoli si contraggono, il cervello rilascia un messaggio di allarme, che inonda ...

Fermarsi per capire: la crescita richiede pause.

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L'argomento di oggi prende spunto dal lungo periodo di pausa, che mi son presa dalla pubblicazione degli articoli qui sul mio blog.  Concedersi del tempo per fermarsi, pensare come procede e organizzare il proprio tempo, è importante: siamo umani, non siamo macchine.  In un periodo storico che ci vorrebbe mettere in competizione con l'IA (in perenne aggiornamento), pare quasi che non  ci si possa fermare.  Oggi sembra che rallentare, allentare i ritmi o fermarsi per fare chiarezza e recuperare energie sia un lusso o un'eresia. Per me è essere umani! Io non mi sono fermata: il mio lavoro in studio è proseguito (sono anche arrivate nuovi pazienti), ho proseguito progetti e collaborazioni del 2025 (i webinar per i soci APeD), sto valutando nuove idee e nuovi progetti; non sono stata ferma del tutto, semplicemente mi sono resa conto che in questo inizio anni non avevo energie per tutto.  Anche la natura ci ricorda che durante l'inverno si mette a maggese, si va in...

"L'inganno del più spendi più ami: la psicologia del dono".

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Arriva il Natale e, puntuale, l'ansia dei regali da comprare. C'è un'equazione silenziosa e crudele, che si insinua nella testa quando si entra in un negozio o si scorre una vetrina online: l'idea che l'intensità del nostro affetto sia direttamente proporzionato alla cifra stampata sullo scontrino. E magari ti ritrovi a guardare un oggetto perfetto per la personaa te cara, per poi scartarlo perchè costa troppo poco. In tempi di difficoltà economica questa distorsione cognitiva trasforma il piacere del dono in una fonte di ansia e di vergogna, che fa dimenticare una verità fondamentale: il valore di una persona non si misura in euro e il dono non è una transazione commerciale, ma un linguaggio.  L'inganno del più spendi più ami sta nella spettacolarizzazione dell'acquisto  e del consumo, frutto di una cultura che vuol far credere che servono gesti eclatanti e costosi per dimostrare l'affetto e l'amore. Quando questa ansia da prestazione prende il sopr...

Un veleno psicologico e ti rovina la quotidianità.

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Oggi ti parlo di un atteggiamento molto diffuso e che, di per sè, non è negativo, a meno che non ne faccia un uso scorretto: il confronto con gli altri. Confrontarsi con gli altri è naturale: il confronto è un processo psicologico radicato che serve a definire identità e appartenenza, ma può generare invidia e frustrazione quando viene interiorizzato in modo controproducente e automatizzato.  E' facilmente intuibile come un confronto costante con gli altri possa portare a insoddisfazione cronica e riduzione di autostima e benessere generale nella propria vita: in particolare quando il paragone diventa abituale e inconsapevole può trasformarsi in un vero e proprio veleno capace di generare ansia, insicurezza, bassa autostima, insoddisfazione e svalutazione cronica e disagio generalizzato.  Leon Festinger nella sua teoria sul confronto sociale del 1954, descrive molto bene il bisogno innato di confrontarsi con gli altri per valutare abilità e valore. Tuttavia, quando questo proc...

25 Novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne.

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Oggi, 25 novembre, ricordiamoci che i panni sporchi non si lavano in casa e che il silenzio non protegge, perchè è la voce che può cambiare le cose.  Ogni donna ha il diritto di vivere libera, rispettata, valorizzata e di sentirsi al sicuro.  La violenza sulle donne non è solo un fatto privato (forse non lo è proprio), è una ferita sociale che dalle case si propaga nei luoghi di lavoro, nelle strade, nei luoghi pubblici e prende forma con la prevaricazione psicologica, verbale, fisica ed economica.  La violenza non riguarda solo le cronache, non è qualcosa fuori dal nostro mondo, è la vita quotidiana che viviamo tutti i giorni, è la società di cui facciamo parte, sono i valori che portiamo dentro e insegniamo al prossimo.  E' un fenomeno complesso, perché spesso si nasconde dietro silenzi e paure: il livido giustificato, il mobile di casa rotto per distrazione, la poca voglia di uscire con le miche o i brutti voti a scuola e tanti altri segni che comunicano altri sig...

17 Novembre Giornata Mondiale Prematurità.

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Oggi, 17 Novembre, si celebra la Giornata Mondiale dei Bambini Nati Prematuri. La nascita prematura, che avviene prima della 37' settimana di gestazione, non è solo un evento medico, è un'esperienza emotivamente e psicologicamente intensa, che coinvolge il bambino, i genitori e l'intero sistema familiare.  La fragilità fisica dei neonati prematuri si intreccia con la vulnerabilità emotiva dei genitori, che spesso vivono sentimenti contrastanti di paura, speranza e senso di impotenza.  Infatti, ansia, sensi di impotenza, vulnerabilità, e fragilità sono gli stati d'animo che caratterizzano le giornate dei genitori che vivono la terapia intensiva dei loro figli prematuri, che, secondo i dati riferiti dal quotidiano La Repubblica (del 14 novembre) in Italia ogni anno sono più di 25.000 bambini.  La nascita improvvisa interrompe l'attesa e genera un senso di perdita del tempo naturale della gravidanza, che è anche naturalezza del vivere quotidiano. Questa brusca interruz...

Solitudine e isolamento: un paradosso moderno.

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La Presidente del CNOP Maria Antonietta Gulino, intervistata dal giornale La Stampa, ha sottolineato che "la solitudine è in forte aumento e l'isolamento va di pari passo".   Dal mio punto di vista un paradosso! Viviamo in un'epoca iperconnessa, ma mai come oggi ci sentiamo soli. La solitudine non è solo l'assenza di compagnia, ma una disconnessione emotiva che può colpire anche coloro che sono circondati da tante persone.  Spesso la causa dell'isolamento dipende dai ritmi frenetici e frammentati della vita, dalla digitalizzazione della comunicazione, a cui consegue una fragilità relazionale e sociale.  La psicologia e i percorsi di crescita personale e consapevolezza possono fare tanto per comprendere e arginare questa problema: non parlo di soluzioni magiche, ma di strumenti per ascoltare se stessi e rivedere la realtà circostante in modi differenti.  Se la realtà, la cultura e le politiche sono (per ora) quello che sono, bisogna assumersi personalmente la r...

"Perchè pensiamo al Natale già a Ottobre?" Sveliamo i segreti della mente.

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Siamo ancora a Ottobre, vestiti con t-shirt e giubbini leggeri, eppure già pensiamo al Natale  con i suoi addobbi, le sue luci e tutta l'atmosfera festosa:  Per quale motivo sacrifichiamo la magia dell'autunno preferendo quella natalizia? La tendenza ad anticipare il Natale è influenzata da diversi bias cognitivi, ovvero schemi di pensiero che alterano la percezione della realtà.  Uno tra tutti è il bias di "disponibilità": appena i primi simboli natalizi compaiono su media e social, la memoria ne viene invasa, rendendo l'idea del Natale più accessibile e frequente.  Il secondo bias coinvolto è quello dell'"ancoraggio": dopo che il primo stimolo natalizio ha fatto la sua comparsa nella mente, la tua attenzione si ancora su questo elemento, ignorando gli avvenimenti stagionali dell'autunno.   La forte pressione sociale e culturale (oltre al marketing) rafforza il bisogno di appartenenza e di condivisione, rendendo il Natale un punto di riferimento...

Come spegnere il monologo interiore.

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Il monologo interiore è quella voce che, incessantemente, commenta, giudica, anticipa, e rielabora ogni esperienza. A volte può essere utile, ma il più delle volte diventa fonte di stress, ansia e auto-svalutazione.  Spegnere il monologo interiore è difficile, in quanto una volta che inizia non si ferma e provare a zittirlo vorrebbe dire entrare in conflitto con esso: un conflitto aspro, destinato a bruciare molte energie con scarse probabilità di successo.  Il metodo più efficace non porta a zittire il monologo interiore, ma a  trasformarlo   attraverso la consapevolezza: imparando a osservare i pensieri che formano questo monologo, impari a prenderne le distanze, a non identificarti con essi e, soprattutto, capisci che i pensieri non sono la realtà, ma prodotti della mente, che possono essere cambiati e, quindi, trasformati.  Il risultato  è che impari a ridurre il loro potere e la loro frequenza. Ora è probabile che tu ti stia chiedendo come fare? L...