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Il dopo che nessuno racconta

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  Parlare di ciò che accade dopo un aborto spontaneo è ancora difficile. Si pensa subito alla “prossima volta”, alla gravidanza arcobaleno come soluzione naturale. Ma la realtà è più complessa, più umana, più varia. Dopo una perdita si attraversano fasi diverse: il bisogno di riprendersi ciò che si è perso, la paura di riprovarci, la possibilità di considerare altre strade. Ogni fase è legittima. Ogni fase merita spazio. E c’è un punto che va detto con chiarezza: una donna è completa anche senza figli. Non siamo definite dai ruoli sociali che ricopriamo, né dalla nostra storia riproduttiva. Siamo molto di più. Raccontare questa pluralità non toglie valore alla maternità. La libera. Se questo tema ti parla, puoi chiedermi un approfondimento su gravidanza arcobaleno , lutto perinatale o percorsi alternativi alla genitorialità .  CHIAMA ORA

Nervo Vago e Mindfulness: La Scienza della Calma a portata di respiro.

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Nel caos della vita quotidiana, ti sei mai chiesto o chiesta come faccia il nostro corpo a passare da uno stato di massima allerta a uno di profonda quiete? (Ti sei dimenticato come ci si sente in uno stato di profonda quiete?) La risposta risiede in gran parte in una super- strada biologica: il nervo vago. E la buona notizia è che abbiamo un telecomando naturale per attivarlo: la Mindfulness. IL DIRETTORE D'ORCHESTRA DEL RILASSAMENTO: il nervo vago è il componente principale del nostro sistema nervoso parasimpatico, quello deputato al riposo, alla digestione e alla rigenerazione.  Parte dal tronco encefalico e si dirama verso il basso, toccando cuore, stomaco, polmoni e organi addominali. Quando il nervo vago è attivo e ha un ottimo tono vagale, invia un segnale chiaro al corpo:  SEI AL SICURO. Il battito cardiaco rallenta, la pressione sanguigna si stabilizza e l'infiammazione diminuisce. COME LA MINDFULNESS ACCENDE IL NERVO VAGO? La Mindfulness, che non è una pratica astrat...

"Stronger Together": settimana europea del benessere mentale

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La settimana europea della salute mentale vuole sottolineare che il benessere psicologico non dovrebbe essere solo un fatto privato, ma una responsabilità collettiva. La salute mentale non riguarda solo quello che succede dentro di noi, ma anche cosa succede tra di noi ed è questo "tra di noi" che spesso segna la linea di confine tra restare e crollare: una parola che scegliamo, un'opinione che rispettiamo, un confine che non oltrepassiamo può fare una grande differenza. Non sempre servono grandi iniziative, spesso sono importanti le piccole scelte quotidiane. "Stronger Together: Prioritise Mental Health in a Changing Europe": intende portare il benessere psicologico sul piano sociale, ricordando che la salute è anche resilienza sociale. Dalle Istituzioni ai singoli cittadini, ognuno dovrebbe sentire e accogliere la chiamata. E non per essere perfetti o apparire altruisti, ma per co-costruire una rete autentica, in cui ciascuno di noi si può riconoscere ed esser...

Emozioni e Invecchiamento: cosa dice la scienza?

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Spesso pensiamo che invecchiare bene sia solo una questione di buona genetica e, magari, una buona crema antirughe, ed è vero, ma la scienza moderna sta scoprendo come anche la nostra mente rivesta un ruolo importante nella comparsa delle rughe.  Le ricerche scientifiche (molte delle quali fanno riferimento agli studi della Luther College dell'Iowa e dell'Università della California) studiano come i pesi invisibili, che molti di noi scelgono di portare sulle proprie spalle, siano gli acceleratori dell'invecchiamento.  Col passare del tempo iniziamo ad accumulare delusioni, ingiustizie, rancori verso chi non ci ha capiti o ci ha ferito. E questo peso emotivo danneggia il nostro corpo, in quanto la scienza ha fatto una scoperta interessante: se chiudiamo gli occhi e ripensiamo con rabbia e rancore a un torto subito 5 anni fa, il corpo reagisce a questo stimolo. Il battito cardiaco accelera,  i muscoli si contraggono, il cervello rilascia un messaggio di allarme, che inonda ...

Fermarsi per capire: la crescita richiede pause.

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L'argomento di oggi prende spunto dal lungo periodo di pausa, che mi son presa dalla pubblicazione degli articoli qui sul mio blog.  Concedersi del tempo per fermarsi, pensare come procede e organizzare il proprio tempo, è importante: siamo umani, non siamo macchine.  In un periodo storico che ci vorrebbe mettere in competizione con l'IA (in perenne aggiornamento), pare quasi che non  ci si possa fermare.  Oggi sembra che rallentare, allentare i ritmi o fermarsi per fare chiarezza e recuperare energie sia un lusso o un'eresia. Per me è essere umani! Io non mi sono fermata: il mio lavoro in studio è proseguito (sono anche arrivate nuovi pazienti), ho proseguito progetti e collaborazioni del 2025 (i webinar per i soci APeD), sto valutando nuove idee e nuovi progetti; non sono stata ferma del tutto, semplicemente mi sono resa conto che in questo inizio anni non avevo energie per tutto.  Anche la natura ci ricorda che durante l'inverno si mette a maggese, si va in...

"L'inganno del più spendi più ami: la psicologia del dono".

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Arriva il Natale e, puntuale, l'ansia dei regali da comprare. C'è un'equazione silenziosa e crudele, che si insinua nella testa quando si entra in un negozio o si scorre una vetrina online: l'idea che l'intensità del nostro affetto sia direttamente proporzionato alla cifra stampata sullo scontrino. E magari ti ritrovi a guardare un oggetto perfetto per la personaa te cara, per poi scartarlo perchè costa troppo poco. In tempi di difficoltà economica questa distorsione cognitiva trasforma il piacere del dono in una fonte di ansia e di vergogna, che fa dimenticare una verità fondamentale: il valore di una persona non si misura in euro e il dono non è una transazione commerciale, ma un linguaggio.  L'inganno del più spendi più ami sta nella spettacolarizzazione dell'acquisto  e del consumo, frutto di una cultura che vuol far credere che servono gesti eclatanti e costosi per dimostrare l'affetto e l'amore. Quando questa ansia da prestazione prende il sopr...

Un veleno psicologico e ti rovina la quotidianità.

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Oggi ti parlo di un atteggiamento molto diffuso e che, di per sè, non è negativo, a meno che non ne faccia un uso scorretto: il confronto con gli altri. Confrontarsi con gli altri è naturale: il confronto è un processo psicologico radicato che serve a definire identità e appartenenza, ma può generare invidia e frustrazione quando viene interiorizzato in modo controproducente e automatizzato.  E' facilmente intuibile come un confronto costante con gli altri possa portare a insoddisfazione cronica e riduzione di autostima e benessere generale nella propria vita: in particolare quando il paragone diventa abituale e inconsapevole può trasformarsi in un vero e proprio veleno capace di generare ansia, insicurezza, bassa autostima, insoddisfazione e svalutazione cronica e disagio generalizzato.  Leon Festinger nella sua teoria sul confronto sociale del 1954, descrive molto bene il bisogno innato di confrontarsi con gli altri per valutare abilità e valore. Tuttavia, quando questo proc...

25 Novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne.

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Oggi, 25 novembre, ricordiamoci che i panni sporchi non si lavano in casa e che il silenzio non protegge, perchè è la voce che può cambiare le cose.  Ogni donna ha il diritto di vivere libera, rispettata, valorizzata e di sentirsi al sicuro.  La violenza sulle donne non è solo un fatto privato (forse non lo è proprio), è una ferita sociale che dalle case si propaga nei luoghi di lavoro, nelle strade, nei luoghi pubblici e prende forma con la prevaricazione psicologica, verbale, fisica ed economica.  La violenza non riguarda solo le cronache, non è qualcosa fuori dal nostro mondo, è la vita quotidiana che viviamo tutti i giorni, è la società di cui facciamo parte, sono i valori che portiamo dentro e insegniamo al prossimo.  E' un fenomeno complesso, perché spesso si nasconde dietro silenzi e paure: il livido giustificato, il mobile di casa rotto per distrazione, la poca voglia di uscire con le miche o i brutti voti a scuola e tanti altri segni che comunicano altri sig...

17 Novembre Giornata Mondiale Prematurità.

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Oggi, 17 Novembre, si celebra la Giornata Mondiale dei Bambini Nati Prematuri. La nascita prematura, che avviene prima della 37' settimana di gestazione, non è solo un evento medico, è un'esperienza emotivamente e psicologicamente intensa, che coinvolge il bambino, i genitori e l'intero sistema familiare.  La fragilità fisica dei neonati prematuri si intreccia con la vulnerabilità emotiva dei genitori, che spesso vivono sentimenti contrastanti di paura, speranza e senso di impotenza.  Infatti, ansia, sensi di impotenza, vulnerabilità, e fragilità sono gli stati d'animo che caratterizzano le giornate dei genitori che vivono la terapia intensiva dei loro figli prematuri, che, secondo i dati riferiti dal quotidiano La Repubblica (del 14 novembre) in Italia ogni anno sono più di 25.000 bambini.  La nascita improvvisa interrompe l'attesa e genera un senso di perdita del tempo naturale della gravidanza, che è anche naturalezza del vivere quotidiano. Questa brusca interruz...

Solitudine e isolamento: un paradosso moderno.

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La Presidente del CNOP Maria Antonietta Gulino, intervistata dal giornale La Stampa, ha sottolineato che "la solitudine è in forte aumento e l'isolamento va di pari passo".   Dal mio punto di vista un paradosso! Viviamo in un'epoca iperconnessa, ma mai come oggi ci sentiamo soli. La solitudine non è solo l'assenza di compagnia, ma una disconnessione emotiva che può colpire anche coloro che sono circondati da tante persone.  Spesso la causa dell'isolamento dipende dai ritmi frenetici e frammentati della vita, dalla digitalizzazione della comunicazione, a cui consegue una fragilità relazionale e sociale.  La psicologia e i percorsi di crescita personale e consapevolezza possono fare tanto per comprendere e arginare questa problema: non parlo di soluzioni magiche, ma di strumenti per ascoltare se stessi e rivedere la realtà circostante in modi differenti.  Se la realtà, la cultura e le politiche sono (per ora) quello che sono, bisogna assumersi personalmente la r...

"Perchè pensiamo al Natale già a Ottobre?" Sveliamo i segreti della mente.

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Siamo ancora a Ottobre, vestiti con t-shirt e giubbini leggeri, eppure già pensiamo al Natale  con i suoi addobbi, le sue luci e tutta l'atmosfera festosa:  Per quale motivo sacrifichiamo la magia dell'autunno preferendo quella natalizia? La tendenza ad anticipare il Natale è influenzata da diversi bias cognitivi, ovvero schemi di pensiero che alterano la percezione della realtà.  Uno tra tutti è il bias di "disponibilità": appena i primi simboli natalizi compaiono su media e social, la memoria ne viene invasa, rendendo l'idea del Natale più accessibile e frequente.  Il secondo bias coinvolto è quello dell'"ancoraggio": dopo che il primo stimolo natalizio ha fatto la sua comparsa nella mente, la tua attenzione si ancora su questo elemento, ignorando gli avvenimenti stagionali dell'autunno.   La forte pressione sociale e culturale (oltre al marketing) rafforza il bisogno di appartenenza e di condivisione, rendendo il Natale un punto di riferimento...

Come spegnere il monologo interiore.

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Il monologo interiore è quella voce che, incessantemente, commenta, giudica, anticipa, e rielabora ogni esperienza. A volte può essere utile, ma il più delle volte diventa fonte di stress, ansia e auto-svalutazione.  Spegnere il monologo interiore è difficile, in quanto una volta che inizia non si ferma e provare a zittirlo vorrebbe dire entrare in conflitto con esso: un conflitto aspro, destinato a bruciare molte energie con scarse probabilità di successo.  Il metodo più efficace non porta a zittire il monologo interiore, ma a  trasformarlo   attraverso la consapevolezza: imparando a osservare i pensieri che formano questo monologo, impari a prenderne le distanze, a non identificarti con essi e, soprattutto, capisci che i pensieri non sono la realtà, ma prodotti della mente, che possono essere cambiati e, quindi, trasformati.  Il risultato  è che impari a ridurre il loro potere e la loro frequenza. Ora è probabile che tu ti stia chiedendo come fare? L...

15 Ottobre Giornata Internazionale Lutto Perinatale.

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C'è un dolore che spesso resta invisibile: è il lutto perinatale. Il 15 Ottobre, nella Giornata Internazionale sul Babyloss, ci fermiamo per riconoscere questo spazio e questo tempo di assenza e di amore, per dare voce e accogliere con presenza autentica a chi ha perso un figlio ancora prima di poterlo abbracciare.  Da anni accompagno genitori in questo percorso, perchè so quanto sia difficoltosa la strada della ripresa.  Spesso la scarsa conoscenza sull'argomento porta le persone (professionisti sanitare, amici e parenti) a "consolare" i genitori in lutto con frasi che fanno più male che bene. Dire che "succede", "fatevi forza e andate avanti", "rassegnati e accettalo, sono passati 6 mesi", sono frasi che accentuano il dolore, non aiutano, al contrario aumentano la tristezza, il senso di impotenza e vulnerabilità.  Sono dell'idea che questa giornata non è per i genitori in lutto, loro non hanno bisogno di una ricorrenza per ricordare...

10Ottobre Giornata Mondiale del Benessere Psicologico.

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Il 10 Ottobre ricorre la Giornata Mondiale del benessere Psicologico. In un mondo che corre e che cambia rapidamente, il benessere psicologico non è un lusso: è una necessità. Eppure, troppo spesso si relega agli angoli dell'agenda, come se prendersi cura di sè fosse un atto secondario.  Questa giornata è stata istituita per ricordarci che il benessere emotivo è la base di ogni relazione, decisione e gesto quotidiano.  Ma cosa significa davvero "stare bene dentro di sè"? L'Organizzazione Mondiale della sanità sottolinea che il benessere non è la semplice assenza di malessere o problemi. E' molto di più.  Significa riconoscere le proprie forze, le proprie risorse, sentire le proprie emozioni e accettarle senza giudizio.  Significa creare spazi sia fisici che mentali, dove per semplicemente stare, riflettere, rigenerarsi, senza dare o darsi giustificazioni. Significa saper dire di "no" quando serve, senza provare sensi di colpa. Significa dire di "sì...

E' l'imperfezione che ci rende umani, non la perfezione.

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Questo post si presenta da solo, perchè già il titolo è inequivocabile. Eppure mi rendo conto che c'è tanto bisogno di parlare di questo argomento, soprattutto in questi ultimi tempi, dove la perfezione e il perfezionismo dilagano come se fossero la norma e gli ambiti coinvolti sono praticamente tutti: dalla vita privata a quella pubblica e lavorativa non c'è scampo ...forse! Ci dicono che bisogna mostrarsi al meglio, dall'abbigliamento alla postura, dall'alimentazione alla cura del corpo, dai corsi professionali ai luoghi che si frequentano, tutto deve essere perfetto, perchè (dicono) questo porta benessere a 360 gradi.  Nulla di più falso! Non parlo della sana cura di sè, parlo del suo eccesso, della sua esasperazione. Tutti gli ambiti della vita si possono trasformare in gabbie (e sovrastrutture inutili), che comprimono, stritolano,  soffocano l'unicità di ciascuno di noi.  L'imperfezione fa parte della natura umana, anzi, fa proprio parte della vita: se fai ...

Non sei "troppo". Sei esattamente quanto serve.

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 Quante volte ti sei sentito dire "sei troppo..." e quante volte te lo sei detto da solo? Quando pensi di essere "troppo" - troppo sensibili, troppo intensi, troppo silenziosi o troppo rumorosi- in realtà è la mente che confronta e misura, allontanandoti da chi sei davvero.  La Mindfulness ci invita a osservarci senza giudizio, a riconoscere ciò che siamo nel momento presente: portando l'attenzione al respiro e alle sensazioni del corpo, puoi accorgerti che non c'è nulla da correggere. Ogni tua qualità è parte di un equilibrio più grande. La frase "Non sei troppo, sei esattamente quanto serve" significa abbracciare con consapevolezza ogni aspetto di te, accogliendo la tua presenza come completa e sufficiente così com'è.  Prova a ripetere nelle tua mente, con occhi chiusi, la frase "non sono troppo, sono esattamente quanto serve" e osserva cosa accade. Se emergono pensieri di dubbi o di giudizio, osservali con distanza, senza esserne c...

Eclissi di Luna: una danza tra Luce e Ombra che ci risuona dentro.

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Ieri, 7 Settembre, ho assistito all'eclissi totale di Luna, un fenomeno tanto bello quanto affascinante.  In letteratura si possono trovare diverse interpretazioni simboliche e psicologiche associate all'eclissi di luna e il loro significato varia in base alle culture e tradizioni, ma tutte concordano nell'attribuirle un'aura più intima e profonda, legata al mondo interiore, alla dimensione emotiva e al lato femminile presente in ogni essere umano.   L'eclissi è spesso vista come un momento potente per la trasformazione e il rilascio, un'occasione per lasciar andare vecchie abitudini, schemi di pensiero o relazioni che non ci servono più.  L'oscuramento della Luna può simboleggiare la fine di un ciclo emotivo o di una fase della nostra vita, mentre al ritorno della luce della Luna alla fine dell'eclissi è attribuito il simbolo di rinascita e un nuovo inizio.  In particolare all'eclissi di ieri, si è attribuito un forte potere di rilascio karmico: pot...

Decluttering e senso di colpa: un aiuto dalla psicologia e dalla Mindfulness.

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Settembre è arrivato e una delle sue caratteristiche è quella di invogliarci a riordinare e ripulire gli spazi fisici, così come quelli mentali: settembre è anche tempo di  decluttering  ( alla parola inglese "decluttering" io preferisco dire fare ordine, scegliere cosa tenere e cosa lasciare andare per alleggerire gli spazi fisici e mentali; uso il termine decluttering come sintesi di tutto questo!). Il decluttering è un processo molto più articolato di quanto si possa pensare: richiama tanti aspetti della vita e del comportamento umano, soprattutto se contestualizzato nella società occidentale consumistica; in questo articolo desidero soffermarmi in modo particolare sui sensi di colpa, che a volte sorgono nel momento in cui si decide di fare ordine, pulizia e cernita dei propri oggetti.  Il mio intento è analizzare e osservare questo aspetto attraverso un approccio che integra la psicologia e la Mindfulness, per offrirti una panoramica più ampia del problema e una maggi...

26 agosto: giornata mondiale del cane. Una prospettiva Mindfulness

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Oggi,26 agosto, si celebra la giornata mondiale del cane: gli amici a quattro zampe sono veri e propri membri della famiglia, portano amore incondizionato e aprono il cuore verso un legame fatto di sguardi e gesti, che vanno oltre le parole . Nel corso degli anni sono aumentati sia gli studi scientifici, che mostrano come la convivenza con uno o più cani migliori la qualità della vita e della salute sia dei grandi che dei bambini, sia le norme che regolano il benessere dei nostri amici quadrupedi.  In questo articolo mi voglio soffermare sugli aspetti Mindfulness del legame uomo-cane, un aspetto che io stessa ho scoperto negli ultimi anni, ovvero da quando ho iniziato a praticare la Mindfulness (diventando poi insegnante certificata).  L'idea che i cani abbiano un atteggiamento naturale Mindfulness e che praticarla con loro possa portare benefici è un concetto affascinante e sempre più supportato da studi sul benessere psicologico.  I cani vivono nel momento p...

30 luglio giornata mondiale dell' amicizia

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Il 30 luglio si celebra la giornata mondiale dell' amicizia, celebrazione nata in America qualche anno fa.   Questa ricorrenza, più di altre, mi porta a riflettere sull'importanza di celebrare questo tipo di legame: in un'epoca che accusa un profondo senso di solitudine, competizione, inadeguatezza, invidie e divisioni (sentimenti ben lontani dall' amicizia), quanto è importante dedicare una giornata intera alla celebrazione di questo legame?  Personalmente credo che sia importante ricordarsi dell' importanza di poter essere un buon amico e di poter contare su buoni amici e amiche: questa giornata può essere vista come un'occasione per ricordarsi che nessuno è perfetto e che ciò non dovrebbe impedirci di restare soli.  Accettare l' imperfezione degli altri (e le nostre) non vuole dire essere approssimativi e accontentarsi, ma comprendere i limiti di ognuno di noi e godere comunque della presenza autentica dell' altri.  Un buon amico non deve ...